Apple esige il sandboxing per le app di Mac App Store entro il 1 Marzo 2012

| 10 febbraio 2012 | 0 Comments

A Novembre scorso è stato reso nota la strategia Apple riguardo il Mac App Store, ed in particolare l’accettazione di sole app sandboxed, una mossa per aumentare la sicurezza affinchè il software non travalichi i propri normali limiti di memoria e non possa quindi trasformarsi (o venire corrotto) da un malware in esecuzione sulla macchina.

Sandboxing sul Mac App Store

Sandbox è appunto la proprietà di un software che restringe il campo di azione così che se qualcosa non dovesse funzionare, l’applicazione non avrebbe comunque modo di interessare i preziosi e delicati file di sistema.

Il requisito di sandbox sarebbe dovuto diventare operativo già nello stesso Novembre, ma la data è stata spostata al 1 Marzo 2012, così da dare agli sviluppatori il tempo materiale di ottimizzare il proprio codice.

L’impatto che il nuovo requisito darà al Mac App Store è stato analizzato da esperti del settore. Il sandboxing è un aspetto molto comune nel mondo dell software per dispositivo mobile, trasversale ad Apple ed a Google con il suo Android, ma alcuni sviluppatori potrebbero trovarlo ostico da integrare con le applicazioni desktop, solitamente molto più complicate e dunque, meno suscettibili ad aggiunzioni di questo tipo. Nel caso più comune, l’aggiunzione del sandboxing limiterebbe alcune delle funzioni per le quali il software è stato progettato, ad esempio la sincronia dei file con altre applicazioni.

Apple afferma che sta lavorando a stretto contatto con i propri sviluppatori per aiutarli in questo passaggio, ma è indubbio che applicazioni di alto profilo, che coinvolgono il passaggio di dati attraverso il Web, o che svolgono delle operazioni sui file, verrebbero limitate tanto da indurre ad essere abbandonate, o completamente riscritte.

Di fatto la data del 1 Marzo potrebbe non bastare affinchè tutto sia pronto, e lo scenario per il Mac App Store potrebbe risultare molto incerto.

Via: WSJ

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