iBookstore, presunte pratiche anticoncorrenziali indagate dalla Ue

| 7 dicembre 2011 | 0 Comments

Accordi presi nel 2010 a scopi anticoncorrenziali nell’ambito del mercato degli ebook tra Apple e cinque grandi editori (Hachette Livre, Harper Collins, Simon & Schuster, Penguin e Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck): è l’accusa che ha spinto la Commissione Antitrust dell’Unione Europea ad aprire un’indagine sul caso.

Indagine UE sugli iBooks di Apple

Questo è quanto si apprende dal comunicato ufficiale, secondo il quale i presunti accordi presi tra Apple e gli editori sarebbero stati stipulati per scalfire il predominio di Amazon nel settore e, contestualmente, per alzare il prezzo medio dei libri, schiodandolo dai famosi 9,99 euro, ritenuti troppo pochi dagli editori.

Oggetto di indagine per la commissione è soprattutto il famoso “agency model”, adottato da Apple di comune accordo con gli altri editori, che, a differenza di Amazon, non prevede acquisti corposi di ebook, ma riconosce agli editori il 70% della vendita di ogni singolo libro.

Ad allarmare la commissione non è tanto la natura del modello di business, ritenuta assolutamente legittima, ma la possibilità che quel modello possa essere alla base di pratiche potenzialmente anticoncorrenziali.

Philip Elmer DeWitt su Apple 2.0 riesce a darci un quadro della situazione che si è creata, anche grazie al riferimento ad una class action ancora in corso presso la U.S. District Court  del distretto della California del Nord. Anche in quell’azione giudiziaria, Apple e gli editori sono accusati di essersi accordati in maniera anticoncorrenziale, in modo da poter efficacemente ostacolare il dominio esercitato da Amazon, che negli Stati Uniti è ancora più forte rispetto a quanto accade in Europa.

Tra le altre cose, nella causa statunitense condotta dalla studio Hagens Bergman (i cui legali si sono prodigati a riunire una serie di elementi in grado di reggere l’accusa) si legge che, in considerazione di una situazione in cui nessuno avrebbe potuto rallentare Amazon e nessuno avrebbe potuto singolarmente alzare i prezzi dei libri perché ciò lo avrebbe esposto ad una considerevole perdita di vendite, gli editori accusati hanno ritenuto di dover accordarsi tra loro e con Apple, in modo da indurre Amazon a non praticare più i consueti prezzi, adottandone altri meno favorevoli al consumatore.

Questa è l’accusa mossa ad Apple e ai cinque gruppi editoriali. Presto sapremo cosa pensa a riguardo la Commissione Europea.

TheAppleLounge

Category: iBooks


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